Le etichette a semaforo bocciate dal parlamento europeo, l'ADOC: "Buon primo passo, ora vengano abolite."

Il Parlamento Europeo ha bocciato l’etichettatura a semaforo, invitando la Commissione a “riesaminare la base scientifica, l’utilità e la fattibilità del regolamento nonché eventualmente a eliminare il concetto di profili nutrizionali”: L’etichettatura a semaforo indicava le soglie tecniche di determinati nutrienti “critici” come grassi, grassi saturi, zuccheri, sale per 100 grammi di prodotto, ignorando completamente però la quantità di prodotto che veniva effettivamente consumata, penalizzando in particolare eccellenze del Made in Italy e anche della prduzione agroalimentare del veneto. Adoc ha accolto favorevolmente questa decisione, rilanciando però immediatamente per ottenere il divieto di utilizzo di tale etichettatura nei paesi in cui è già in uso.

“L’etichettatura a semaforo è basata su un sistema nutrizionale assolutamente fuorviante per i consumatori e estremamente penalizzante le eccellenze nostrane, questa volta l’Unione Europea ha preso una decisione giusta e sacrosanta – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – ora ci auguriamo che questo sistema, adottato nel Regno Unito, che penalizza i prodotti italiani e di altri paesi europei con perdite nelle quote di mercato, soprattutto per le produzioni più piccole, locali e tradizionali, e in particolare per i prodotti d’eccellenza Made in Italy come l’olio extra vergine e il Parmigiano Reggiano DOP, venga definitivamente abolito. Questo sistema evidenzia le calorie, i grassi, gli zuccheri ed il sale presenti in 100 grammi di prodotto. Il sistema “a semaforo” non si basa sulle quantità di consumo del prodotto bensì sulla semplice e generica presenza di alcuni elementi. Di fatto i consumatori vengono ingannati sul reale valore nutrizionale dell’alimento. Ci auguriamo che l’Unione Europea vada oltre sul tema etichettatura, prevedendo nelle indicazioni obbligatorie la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento per i prodotti alimentari, abolita dal regolamento europeo 1169/2011 in materia di etichettatura degli alimenti. Crediamo sia opportuno che l’Unione Europea estenda questa corretta previsione a tutti gli alimenti presenti nel mercato europeo, in modo da garantire la salute degli oltre 700 milioni di cittadini europei. Invitiamo inoltre il Parlamento e la Commissione a valutare l’apposizione sull’etichetta, obbligatoria per tutti gli alimenti, della bandiera dello Stato di origine dei principali ingredienti utilizzati nella composizione del prodotto. E’ necessario che i consumatori abbiano da subito la consapevolezza del luogo di origine del prodotto che intendono acquistare. L’utilizzo di pittogrammi come la bandiera dello Stato d’origine aumenterebbe il livello di trasparenza e sicurezza, garantendo l’acquirente sull’origine territoriale del prodotto. Al fine di evitare truffe, contraffazioni e usi illeciti dell’icona, fenomeno purtroppo in espansione oltre oceano, l’icona stessa deve adottare gli identici standard di sicurezza, in particolare riguardanti la filigrana, attualmente in uso sulle banconote, in modo da evidenziare, ad un rapido controllo, che si tratti di un’apposizione in regola con le normative nazionali ed europee e non di un falso.”

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