Energia, Adoc scrive al Ministro Calenda: preoccupati da abolizione del Mercato Tutelato

luce2

In previsione dell’abolizione del Mercato Tutelato per i clienti domestici del settore energetico l’ADOC esprime forti perplessità e preoccupazioni, in particolare per un possibile ed ingiustificato aumento dei prezzi di elettricità e gas per i clienti domestici. Per questo l’Associazione dei consumatori, insieme a ACU, ADUSBEF, ASSOUTENTI, CASA DEL CONSUMATORE, CODICI, CTCU, FEDERCONSUMATORI, LEGA CONSUMATORI, UDICON e UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI, ha inviato una lettera al Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, al Viceministro Bellanova e al Sottosegretario Gentile evidenziando i punti di attenzione e le possibili criticità derivanti dal passaggio al Mercato Libero per i consumatori.

Di seguito il link alla lettera inviata al Ministro Calenda

Al Ministro Calenda

Energia, Adoc scrive al Ministro Calenda: preoccupati da abolizione del Mercato Tutelato

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In previsione dell’abolizione del Mercato Tutelato per i clienti domestici del settore energetico l’ADOC esprime forti perplessità e preoccupazioni, in particolare per un possibile ed ingiustificato aumento dei prezzi di elettricità e gas per i clienti domestici. Per questo l’Associazione dei consumatori, insieme a ACU, ADUSBEF, ASSOUTENTI, CASA DEL CONSUMATORE, CODICI, CTCU, FEDERCONSUMATORI, LEGA CONSUMATORI, UDICON e UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI, ha inviato una lettera al Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, al Viceministro Bellanova e al Sottosegretario Gentile evidenziando i punti di attenzione e le possibili criticità derivanti dal passaggio al Mercato Libero per i consumatori.

Di seguito il link alla lettera inviata al Ministro Calenda

Al Ministro Calenda

Falso olio extravergine, dopo Lidl multati gli oli Carapelli, Bertolli, Sasso e Coricelli

olio

L’azione dell’Antitrust contro il falso olio extravergine è continua e inesorabile: prima Lidl, multata per 500mila euro per avere venduto olio extra vergine con il marchio Primadonna che, secondo l’autorità e i risultati della prova organolettica, conteneva al contrario olio vergine di oliva. Falsificando “in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore in realazione al prodotto pubblicizzato dal professionista”.

Poi sono arrivate le multe per pratica commerciale scorretta anche a Carapelli, Bertolli e Sasso – tutti marchi del gruppo Deoleo – e Coricelli, rispettivamente per 300mila e 100mila euro.

Come attesta l’Antitrust è “ingannevole l’indicazione ‘olio extravergine di oliva’”, riportata sulle confezioni, in quanto questi oli sono risultati essere semplicemente “vergini”.

Leggi tutto: Falso olio extravergine, dopo Lidl multati gli oli Carapelli, Bertolli, Sasso e Coricelli

Falso olio extravergine, dopo Lidl multati gli oli Carapelli, Bertolli, Sasso e Coricelli

olio

L’azione dell’Antitrust contro il falso olio extravergine è continua e inesorabile: prima Lidl, multata per 500mila euro per avere venduto olio extra vergine con il marchio Primadonna che, secondo l’autorità e i risultati della prova organolettica, conteneva al contrario olio vergine di oliva. Falsificando “in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore in realazione al prodotto pubblicizzato dal professionista”.

Poi sono arrivate le multe per pratica commerciale scorretta anche a Carapelli, Bertolli e Sasso – tutti marchi del gruppo Deoleo – e Coricelli, rispettivamente per 300mila e 100mila euro.

Come attesta l’Antitrust è “ingannevole l’indicazione ‘olio extravergine di oliva’”, riportata sulle confezioni, in quanto questi oli sono risultati essere semplicemente “vergini”.

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Questo non è un paese per vecchi… e forse neanche per i giovani

sanità
Non è, come potrebbe sembrare, il nuovo lavoro dei fratelli Cohen, ma ahimè la sintesi delle considerazioni a margine dei lavori del Welfare Day organizzato da una società specializzata in servizi per la sanità integrativa: Nel corso dei lavori sono state esposte le risultanze di un sondaggio dove emergono in maniera preoccupante le difficoltà degli italiani, costretti sempre più a rinunciare alle cure per via delle loro difficoltà economiche e delle liste di attesa lunghe.
 
Snoccioliamo alcune cifre: si è passati dai 9 milioni del 2012 agli 11 milioni del 2015 !La spesa sanitaria sostenuta dai cittadini di tasca propria è salita a 34,5 miliardi e  ancora 7,1 milioni di connazionali hanno fatto ricorso all’intramoenia, dei quali il 66,4% per evitare le lunghe liste d’attesa del pubblico!
 
Il 30,2% si è invece rivolto alla sanità a pagamento anche perché i laboratori, gli ambulatori e gli studi medici sono aperti nel pomeriggio, la sera e nei weekend. Certo a modificare l’orientamento degli italiani è anche lo scadimento della qualità del servizio sanitario pubblico.

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