Canone Tv, spostato al 16 maggio il termine per presentare la dichiarazione sostitutiva

vecchia tv

L’Agenzia delle Entrate ha anche chiarito i casi in cui il consumatore è tenuto a presentare la dichiarazione sostitutiva, tramite esempi leggibili di seguito. Per maggiori informazioni sulla nuova normativa è possibile consultare la Guida sul Canone Rai realizzata dall’Adoc e scaricabile a questo link: http://www.adocnazionale.it/download/canone-tv-la-guida-completa/

I consumatori avranno più tempo per presentare la dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla Tv. Con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate viene spostato al 16 maggio 2016 il termine unico entro cui presentare la dichiarazione, sia in forma cartacea che online (in precedenza il termine era stato fissato al 30 aprile). In questo modo, i contribuenti possono presentare la dichiarazione in tempo utile per evitare l’addebito del canone da parte delle imprese elettriche, a partire dal mese di luglio 2016, qualora abbiano i requisiti previsti dalla legge.

Il provvedimento aggiorna anche le istruzioni relative alla compilazione del modello di dichiarazione sostitutiva, per tenere conto dei chiarimenti sulla definizione di apparecchio televisivo contenuti nella nota n. 9668 del 20 aprile 2016 del Ministero dello Sviluppo Economico ai fini del canone di abbonamento alla televisione. Il modello di dichiarazione sostitutiva e le istruzioni per la compilazione del modello, approvati con il provvedimento del 24 marzo 2016, vengono quindi sostituiti da quelli approvati con il nuovo provvedimento. Restano ovviamente valide le dichiarazioni di non detenzione già presentate.

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Le etichette a semaforo bocciate dal parlamento europeo, l'ADOC: "Buon primo passo, ora vengano abolite."

Il Parlamento Europeo ha bocciato l’etichettatura a semaforo, invitando la Commissione a “riesaminare la base scientifica, l’utilità e la fattibilità del regolamento nonché eventualmente a eliminare il concetto di profili nutrizionali”: L’etichettatura a semaforo indicava le soglie tecniche di determinati nutrienti “critici” come grassi, grassi saturi, zuccheri, sale per 100 grammi di prodotto, ignorando completamente però la quantità di prodotto che veniva effettivamente consumata, penalizzando in particolare eccellenze del Made in Italy e anche della prduzione agroalimentare del veneto. Adoc ha accolto favorevolmente questa decisione, rilanciando però immediatamente per ottenere il divieto di utilizzo di tale etichettatura nei paesi in cui è già in uso.

“L’etichettatura a semaforo è basata su un sistema nutrizionale assolutamente fuorviante per i consumatori e estremamente penalizzante le eccellenze nostrane, questa volta l’Unione Europea ha preso una decisione giusta e sacrosanta – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – ora ci auguriamo che questo sistema, adottato nel Regno Unito, che penalizza i prodotti italiani e di altri paesi europei con perdite nelle quote di mercato, soprattutto per le produzioni più piccole, locali e tradizionali, e in particolare per i prodotti d’eccellenza Made in Italy come l’olio extra vergine e il Parmigiano Reggiano DOP, venga definitivamente abolito. Questo sistema evidenzia le calorie, i grassi, gli zuccheri ed il sale presenti in 100 grammi di prodotto. Il sistema “a semaforo” non si basa sulle quantità di consumo del prodotto bensì sulla semplice e generica presenza di alcuni elementi. Di fatto i consumatori vengono ingannati sul reale valore nutrizionale dell’alimento. Ci auguriamo che l’Unione Europea vada oltre sul tema etichettatura, prevedendo nelle indicazioni obbligatorie la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento per i prodotti alimentari, abolita dal regolamento europeo 1169/2011 in materia di etichettatura degli alimenti. Crediamo sia opportuno che l’Unione Europea estenda questa corretta previsione a tutti gli alimenti presenti nel mercato europeo, in modo da garantire la salute degli oltre 700 milioni di cittadini europei. Invitiamo inoltre il Parlamento e la Commissione a valutare l’apposizione sull’etichetta, obbligatoria per tutti gli alimenti, della bandiera dello Stato di origine dei principali ingredienti utilizzati nella composizione del prodotto. E’ necessario che i consumatori abbiano da subito la consapevolezza del luogo di origine del prodotto che intendono acquistare. L’utilizzo di pittogrammi come la bandiera dello Stato d’origine aumenterebbe il livello di trasparenza e sicurezza, garantendo l’acquirente sull’origine territoriale del prodotto. Al fine di evitare truffe, contraffazioni e usi illeciti dell’icona, fenomeno purtroppo in espansione oltre oceano, l’icona stessa deve adottare gli identici standard di sicurezza, in particolare riguardanti la filigrana, attualmente in uso sulle banconote, in modo da evidenziare, ad un rapido controllo, che si tratti di un’apposizione in regola con le normative nazionali ed europee e non di un falso.”

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