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Nuove tutele per i consumatori dal 14 giugno

Più tutele per i consumatori italiani ed europei: è l'effetto della direttiva europea recepita dal decreto legislativo n.21 del 21 febbraio 2014 sui contratti stipulati dal prossimo 14 giugno sulla quale vigilerà l'Antitrust. Molte le novità soprattutto per i contratti a distanza, stipulati via internet e comunque fuori dai locali commerciali: dall'ampliamento della durata del diritto di
ripensamento ai tempi stretti per ottenere il rimborso di quanto pagato. Immediatamente operativa la norma che affida in via esclusiva all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato la competenza in materia di pratiche commerciali scorrette anche nei settori regolati. Sui provvedimenti l'Antitrust dovrà acquisire il parere delle Autorità di regolazione competenti.
Ecco le maggiori novità del decreto che entreranno in vigore dal 14 giugno prossimo, a seconda che si tratti di contratti stipulati nei locali commerciali o di contratti a distanza.
Contratti nei locali commerciali
1) Più informazioni per i consumatori
Si amplia il contenuto delle informazioni pre-contrattuali che le imprese devono dare ai consumatori: non solo le caratteristiche principali dei beni e servizi offerti, l'identità del professionista e il prezzo ma anche i diritti e le facoltà riconosciute al consumatore dalla legge (come, ad esempio, i diritti derivanti dalla garanzia legale di conformità).
2)Tempi stretti per le consegne
I beni devono essere consegnati al consumatore senza ritardo ingiustificato e al più tardi entro trenta giorni dalla data di conclusione del contratto. Se la consegna non avviene entro il termine stabilito il consumatore può fissare un tempo supplementare' trascorso il quale ha diritto di risolvere il contratto. Se il venditore si rifiuta di consegnare i beni o i
30 giorni sono un termine essenziale, vista la tipologia di acquisto, il consumatore può recedere senza dare termini aggiuntivi.
3)No a supplementi per l'utilizzo dei mezzi di pagamento
Il venditore o il prestatore di servizi non può imporre ai consumatori spese per l'uso di strumenti di pagamento diversi dal contante o tariffe che superino quelle sostenute in relazione all'uso di strumenti di pagamento determinati. Si tratta di una norma già presente nel nostro ordinamento che il decreto ha però voluto ribadire.
4)Per i danni, rischi a carico del venditore
Ogni rischio di perdita o danneggiamento dei beni è a carico del venditore fino a quando il consumatore non ha preso fisicamente possesso del bene. 
5)Tariffe base per i numeri telefonici dedicati
Al consumatore non può essere imposto di pagare un costo superiore alla tariffa base della linea telefonica utilizzata dall'impresa per essere contattato dal consumatore per avere informazioni sul contratto concluso (a esempio numeri dedicati all'assistenza post-vendita). La tariffa base è stabilita da ciascun operatore telefonico in relazione alla linea utilizzata.
6)No a format precompilati per i servizi aggiuntivi
Chi offre un bene o un servizio, se propone servizi aggiuntivi (ad esempio assicurazioni facoltative nel caso di biglietti di trasporto) dovrà richiedere il consenso esplicito del consumatore: le opzioni di acquisti aggiuntivi dovranno essere appositamente selezionate. Viene in sostanza imposto un opt-in da parte del consumatore ed escluso il meccanismo di opt-out in base al quale è il consumatore a dover rifiutare espressamente la prestazione che altrimenti si intende tacitamente richiesta o accettata (es. caselle preflaggate).
7)Maggiore protezione nell'acquisto di contenuti digitali
Per chi acquista contenuti digitali sono previste informazioni più trasparenti: il venditore dovrà chiarire eventuali limiti di compatibilità con i dispositivi hardware e software e gli eventuali limiti di riproducibilità dei contenuti stessi.
 
Contratti a distanza
1)Mai più costi nascosti e 'trappole' su Internet
Oroscopi, ricette, suonerie e giochi elettronici non potranno più essere pubblicizzati come 'gratis' salvo poi nascondere costosi abbonamenti mensili o settimanali. I consumatori dovranno infatti confermare esplicitamente di avere compreso che l'offerta è a pagamento. Il decreto stabilisce che se l'ordine deve essere effettuato azionando un pulsante o un link questi devono indicare in modo inequivocabile che con tale click il consumatore si obbliga a pagare una somma di danaro. In caso contrario, il consumatore non è vincolato al contratto o all'ordine e, dunque, non è obbligato a pagare.
2)Contratti telefonici validi solo dopo la firma
In base al decreto, per i contratti a distanza che vengono conclusi per telefono l'impresa deve confermare l'offerta al consumatore che è vincolato solo dopo averla firmata o dopo averla accettata per iscritto anche mediante firma elettronica. In caso di servizi, la conferma da parte del professionista deve avvenire prima dell'erogazione del servizio stesso. In ogni caso, è previsto che il servizio non venga prestato (inclusa la fornitura di acqua, gas o elettricità, o teleriscaldamento) nei 14 giorni validi per il recesso a meno che il consumatore non richieda esplicitamente la prestazione del servizio stesso.
3)Prezzi trasparenti e comprensivi di tutte le voci
I venditori dovranno chiarire il costo totale del prodotto o servizio offerto, comprensivo di qualsiasi extra. I consumatori non dovranno pagare costi aggiuntivi se non sono stati espressamente informati dei costi stessi prima di inviare l'ordine
4)14 giorni per ripensarci
Il tempo a disposizione per esercitare il diritto di recesso nel caso di vendite a distanza (su internet, via telefono ma in genere fuori dal negozio) aumenta da 10 a 14 giorni. Si arriva a un anno e 14 giorni se il venditore non ha adeguatamente informato il consumatore sull'esistenza del diritto stesso. Il decreto stabilisce le informazioni standard che devono essere fornite al consumatore, con un modello allegato (vedi allegato A). In caso di violazione degli obblighi informativi il consumatore non deve sostenere neppure il costo diretto di restituzione dei beni
5)Rimborsi più veloci in caso di recesso
Se il consumatore cambia idea ed esercita il diritto di recesso, dovrà ricevere il rimborso di quanto pagato entro i 14 giorni successivi, con lo stesso strumento di pagamento utilizzato per acquistare il bene o il servizio. I costi di spedizione saranno comunque a carico del venditore mentre saranno a carico del consumatore i costi di restituzione.
6)Modello standard per il recesso
Per esercitare il diritto di recesso il consumatore potrà utilizzare un modello standard, valido per tutti i paesi europei, allegato al decreto ma sarà valida qualsiasi altra forma di espressione della volontà di recedere
7)Informazioni chiare sui costi della restituzione della merce
Se il venditore vuole addebitare al consumatore i costi della restituzione del bene conseguente all'esercizio del diritto di recesso deve informarlo sull'esistenza dei costi stessi indicando il costo massimo. In mancanza di tali informazioni le spese di restituzioni saranno a carico del venditore.
8)I contratti esclusi
La nuova normativa non si applica ai contratti negoziati fuori dai locali commerciali se il consumatore deve pagare un corrispettivo non superiore ai 200 euro. Non si applica inoltre ad alcune tipologie di contratto come i contratti di credito al consumo, ai contratti a distanza di servizi finanziari, alla multiproprietà, ai contratti stipulati con l'intervento di un pubblico ufficiale – tra cui i notai -, ai contratti turistici.
9)I poteri dell'Autorità
Il decreto attribuisce all'Autorità gli stessi poteri istruttori e sanzionatori previsti per le pratiche commerciali scorrette: l'Antitrust potrà dunque comminare sanzioni fino a 5 milioni di euro alle imprese che non rispettano la nuova normativa.

Pasqua sarà all’insegna del km-zero: un pranzo su tre con solo prodotti locali

Sarà una Pasqua "all'italiana", caratterizzata da una presenza massiccia di prodotti "Made in Italy" sulle tavole delle famiglie italiane, secondo le stime dell'Adoc per la prossima festività. "Per Pasqua si registrerà un rialzo dei consumi di prodotti regionali e locali, a Km Zero, il 15% in più dello scorso anno, in nome del risparmio, della sostenibilità e della tradizione enogastronomica territoriale – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell'Adoc – secondo le nostre stime circa un pranzo su tre sarà a base di prodotti esclusivamente locali. In crescita anche i prodotti biologici, rispetto allo scorso anno è aumentato di circa il 10% il consumo. La riscoperta dell'agricoltura italiana si contrappone alla diminuzione di prodotti esteri o esotici, in primis la frutta. Stimiamo anche un aumento del consumo di prodotti equo-solidali e di prodotti acquistati tramite i GAS (gruppi d'acquisto solidali), segno di una rinnovata coscienza etica da parte dei consumatori italiani. Chi invece per le vacanze pasquali non resterà a casa preferirà soggiornare presso agriturismi e bed&breakfast, alla ricerca di sapori genuini ed economici, a contatto con la natura e nei grandi piccoli borghi che l'Italia sa offrire. Stimiamo che circa il 25% delle famiglie italiane opterà per questa soluzione". L'Adoc, per favorire un acquisto consapevole e sicuro di Uova di Pasqua, comprensivo delle sorprese all'interno e Colombe, riassume le indicazioni obbligatorie presenti nelle etichette dei due prodotti principali della festività. L'Adoc informa inoltre che sul proprio sito nazionale è possibile visionare e scaricare i Calendari della Stagionalità di Frutta e Verdura, utili vademecum per sapere quando acquistare i prodotti, al fine di mangiare più sano e risparmiando. 

Firmato protocollo di conciliazione tra Energetic Source e Associazioni dei consumatori

Il gruppo Energetic Source SpA ha proposto ad alcune Associazioni dei consumatori un protocollo di autoregolamentazione volontaria in materia di contratti ed attivazioni non richieste, più garantista della delibera 153/2012 adottata dall'AEEG sulla materia. Tale gruppo presente in Italia per la vendita dell'energia elettrica e gas naturale si pone l'obiettivo di garantire la piena tutela dei clienti finali, acquisendo gli stessi con proposte chiare ed evitando raggiri, come purtroppo è successo negli ultimi anni in questo settore. Da qui il coinvolgimento delle Associazioni dei consumatori sul percorso dei contratti non richiesti, ma anche per la gestione dei reclami. In generale sono previsti tempi di risposta migliorativi rispetto alle delibere dell'AEEG. I tempi massimi indicati di fatto sono 30 giorni rispetto ai 40 della delibera 164/08, inoltre è previsto un canale dedicato alle AACC per agevolare i contatti e la risoluzione dei problemi che pongono i clienti finali. Per avere una risposta nei tempi indicati è necessario che i reclami siano impostati con i dati necessari, quale il recapito della Associazione, telefono, email ecc, nonché i dati del cliente. L'Adoc si dichiara soddisfatta di quanto convenuto, in quanto è un ulteriore passo verso l'estensione dei protocolli per la risoluzione delle controversie, con il confronto bilaterale fra Associazioni ed imprese e con il vantaggio per i cittadini in termini di costi e tempo .

Firmato protocollo di conciliazione tra Energetic Source e Associazioni dei consumatori

Il gruppo Energetic Source SpA ha proposto ad alcune Associazioni dei consumatori un protocollo di autoregolamentazione volontaria in materia di contratti ed attivazioni non richieste, più garantista della delibera 153/2012 adottata dall'AEEG sulla materia. Tale gruppo presente in Italia per la vendita dell'energia elettrica e gas naturale si pone l'obiettivo di garantire la piena tutela dei clienti finali, acquisendo gli stessi con proposte chiare ed evitando raggiri, come purtroppo è successo negli ultimi anni in questo settore. Da qui il coinvolgimento delle Associazioni dei consumatori sul percorso dei contratti non richiesti, ma anche per la gestione dei reclami. In generale sono previsti tempi di risposta migliorativi rispetto alle delibere dell'AEEG. I tempi massimi indicati di fatto sono 30 giorni rispetto ai 40 della delibera 164/08, inoltre è previsto un canale dedicato alle AACC per agevolare i contatti e la risoluzione dei problemi che pongono i clienti finali. Per avere una risposta nei tempi indicati è necessario che i reclami siano impostati con i dati necessari, quale il recapito della Associazione, telefono, email ecc, nonché i dati del cliente. L'Adoc si dichiara soddisfatta di quanto convenuto, in quanto è un ulteriore passo verso l'estensione dei protocolli per la risoluzione delle controversie, con il confronto bilaterale fra Associazioni ed imprese e con il vantaggio per i cittadini in termini di costi e tempo .

Firmato protocollo di conciliazione tra Energetic Source e Associazioni dei consumatori (2)

Il gruppo Energetic Source SpA ha proposto ad alcune Associazioni dei consumatori un protocollo di autoregolamentazione volontaria in materia di contratti ed attivazioni non richieste, più garantista della delibera 153/2012 adottata dall'AEEG sulla materia. Tale gruppo presente in Italia per la vendita dell'energia elettrica e gas naturale si pone l'obiettivo di garantire la piena tutela dei clienti finali, acquisendo gli stessi con proposte chiare ed evitando raggiri, come purtroppo è successo negli ultimi anni in questo settore. Da qui il coinvolgimento delle Associazioni dei consumatori sul percorso dei contratti non richiesti, ma anche per la gestione dei reclami. In generale sono previsti tempi di risposta migliorativi rispetto alle delibere dell'AEEG. I tempi massimi indicati di fatto sono 30 giorni rispetto ai 40 della delibera 164/08, inoltre è previsto un canale dedicato alle AACC per agevolare i contatti e la risoluzione dei problemi che pongono i clienti finali. Per avere una risposta nei tempi indicati è necessario che i reclami siano impostati con i dati necessari, quale il recapito della Associazione, telefono, email ecc, nonché i dati del cliente. L'Adoc si dichiara soddisfatta di quanto convenuto, in quanto è un ulteriore passo verso l'estensione dei protocolli per la risoluzione delle controversie, con il confronto bilaterale fra Associazioni ed imprese e con il vantaggio per i cittadini in termini di costi e tempo .

Disdetta Sorgenia

Gli utenti che decidono di interrompere la fornitura di energia elettrica sottoscritta con Sorgenia, possono inviare una lettera di recesso al seguente indirizzo:
SORGENIA SPA - Casella postale 14287 - 20152 Milano
La lettera va inviata con Raccomandata A/R e con un preavviso di almeno 30 giorni, secondo le disposizioni in materia del Decreto Bersani. Sorgenia è molto attenta alle esigenze dei consumatori e le informazioni sulla procedura di disdetta sono comunicate con chiarezza e completezza anche sul sito istituzionale. L'azienda mette a disposizione dei consumatori anche un modulo di disdetta che naturalmente va stampato, compilato in ogni sua parte, firmato ed inviato a mezzo raccomandata postale, come da procedura prevista per legge.

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