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Pagamenti digitali? Vorrei ma non posso

CASH ED EVASIONE FISCALE
 
Pagamenti-digitalNel 2016 quasi l'80% dei pagamenti al dettaglio nell'area euro è stato effettuato 'cash' e solo il 19% con carte e bancomat.
Il contante continua ad avere un ruolo importante a discapito di strumenti di pagamento più sicuri e moderni.
Il pagamento cash ha una ricaduta importante soprattutto per quanto riguarda l'evasione fiscale.
Il 43% dei consumatori europei dichiarano che pagherebbe più comodamente con moneta elettronica se solo avesse la possibilità di farlo. Ma spesso la scelta tra pagare in contanti o con carta non c'è a causa della scarsa disponibilità dei commercianti ad accettare i pagamenti con POS, soprattutto al di sotto di una certa cifra.
 

Treni: pendolari penalizzati

Treni regionali: sovraffollati e in ritardo!

La qualità dei trasporti ferroviari regionali non è affatto esaltante:pendolari
  • solo il 44% dei contratti di servizio si preoccupa di assicurare che i treni non siano sovraffollati
  • solo il 6% prevede che il servizio sia puntuale

Una puntualità che viene peraltro misurata solo alla destinazione finale, non anche nelle fermate intermedie.

Il presidente dell'Autorità dei Trasporti Andrea Camanzi ha dichiarato che entro la fine dell'anno saranno rese obbligatorie le prestazioni minime che riguardano il trasporto per il servizio pubblico e che terranno conto sia del sovraffollamento che della puntualità. Di seguito i parametri auspicati dalle Associazioni dei Consumatori in merito al rispetto degli orari di partenza ed arrivo: 

  • un arrivo puntuale è considerato se il treno arriva entro 4 minuti e 59 secondi dall'orario previsto;
  • la puntualità non va misurata da origine a destinazione ma anche nelle tratte intermedie percorse dal treno".

Rifiuti: tariffa media 300 euro l'anno

Quest'anno la tassa sui rifiuti costa in media 300 euro l'anno a famiglia tipo composta da tre persone ed una casa di tari1proprietà di 100 metri quadrati: una situazione di stabilità rispetto al 2016, anche se quello che incide molto sono le differenze fra regione e regione e fra città e città. Nella città più cara, Cagliari, la Tari comporta una spesa di ben 549 euro, lontanissimo dalla tariffa che invece si paga a Belluno, che si ferma a 149 euro.
Aumentano anche i livelli di raccolta differenziata: nel 2016, si è arrivati a una media nazionale del 52,5% anche se un quarto dei rifiuti finisce ancora in discarica. Le regioni più virtuose sono Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, mentre fanalino di coda sono la Sicilia, l'unica a non raggiungere la soglia del 20%, e il Molise.
L' indagine quest'anno "si inserisce in un contesto paradossale in cui molti Comuni hanno sbagliato il calcolo della spesa dovuta nel passaggio da Tarsu a Tia, a Tares e quindi a Tari, determinando così una spesa molto più onerosa per alcune famiglie cosiddetta "Tari gonfiata". Ammesso l'errore, si lascia, l'onere della ricostruzione dei calcoli corretti ai cittadini, che hanno già subito i danni degli errori, al fine di poter richiedere il rimborso delle somme indebitamente pagate. Si chiede almeno che i Comuni diano sostegno alle famiglie nei calcoli di quanto effettivamente avrebbero dovuto pagare".

DIRITTI DELLE DONNE e VIOLENZA ONLINE: Quando "lei" è la preda nella rete

La violenza "viaggia" in RETE
 
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La violenza sulle donne sta prendendo altre forme, tra cui quella ONLINE.
Nell'epoca delle pari opportunità e delle quote rosa, la donna è ancora considerata "diversa"; e si sa che tutto ciò che è considerato "diverso" di razza, di sesso, di religione ecc., viene discriminato.come se realmente ci fosse una linea immaginaria che divide il "normale" dal "diverso".
A fare vittime in tutto ciò è arrivata anche la "rete", il "cyber", i "social", quello che in teoria doveva farci sentire tutti un po' più vicini, sta invece diffondendo "odio e sofferenza", perchè in questo caso la linea tra lo schermo e la sua vittima è tutt'altro che immaginaria.
Amnesty International ha intervistato tantissime donne vittime di violenza e una percentuale altissima di loro ha ammesso che il suo carnefice veniva direttamente dalla "rete".
Tante le forme di violenza online che danneggiano i diritti delle donne; la "minaccia" fisica o sessuale è l'approccio del "cyber killer" che purtroppo molte volte si riversa nella realtà.
Continuano con "l'umiliazione", gioco forza degli "appassionati" del social che con foto o commenti ledono l'identità della "vittima".
E infine usano la violazione della privacy o per meglio dire il "doxing", termine anglosassone che indica proprio la diffusione dei "dati sensibili" come:
nome, cognome, numero di telefono o di documenti o immagini personali come le foto dei propri figli, creando così angoscia e panico di chi è nel mirino.
Ci preme sottolineare che 1 donna su 4 subisce violenza online da un ex partner, ma la restante parte da completi estranei che tramite falsi profili (o fake) si avvicina al suo bersaglio.
Pubblicare un'immagine personale, intima, privata senza il consenso è già violenza!

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